mercoledì 19 agosto 2026

Pra Caminaccio e la Prima Testa d'Agnello: angoli appartati sul Catinaccio

 


Una bella escursione in posti dove non va quasi nessuno!


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(Ciampedie, 19 agosto 2026) - Non sono proprio in formissima, per cui contrariamente al solito non parto a piedi dal fondovalle, ma mi avvantaggio delle seggiovie che mi portano, in qualche decina di minuti, allo splendido quanto martoriato Ciampedie (2000 m), classico punto di partenza per innumerevoli gite nel gruppo del Catinaccio.


Il sottogruppo del Larsec

Rifugio Gardeccia

I Mugoni visti da Gardeccia

La meta di oggi è una cima pochissimo visitata, posta poco sopra il  Purgametshjoch / Giogo di Pra' Caminaccio. Quest'ultimo è uno splendido prato con vista suggestiva sulle Torri del Vajolet e la Croda di Re Laurino. Oltre alla vista incantevole, quello che rende attraente questo luogo è il fatto che è visitato assai raramente: non ci sono rifugi né sentieri che vi conducono, sebbene tutto sommato non sia difficile raggiungerlo. Per arrivare però in questo angolo nascosto, dovrò percorrere per un bel tratto uno tra gli itinerari più noti e frequentati delle Dolomiti e dell'arco alpino. Mi incammino quindi a passo svelto lungo il sentiero che da Ciampedie porta a Gardeccia e al rifugio Vajolet.

A quest'ora ci sono già bel un po' di escursionisti in giro, ma non la folla che sicuramente arriverà fra qualche ora. I posti sono sempre bellissimi nonostante siano pesantemente segnati da una frequentazione turistica imponente e di antica data.


Le leggendarie Torri del Vajolet

Lapide in memoria di Tita Piaz, celebre guida alpina fassana

Catinaccio d'Antermoia

Arrivo in breve ai rifugi Vajolet e Preuss (2243 m), situati sulla soglia delle mitiche Porte Neigre. Un tempo si credeva che da qui in poi la montagna fosse infestata da pericolosi mostri ed esseri sovrannaturali. Oggi è più che altro infestata da turisti, costruzioni, teleferiche e qualche fuoristrada che rifornisce i rifugi, ma il panorama rimane sempre unico e, almeno a quest'ora, non c'è quella folla tale da rovinare l'esperienza alpina.

Devo procedere ancora un pezzetto per il sentierone che conduce verso il passo Principe. Da qui mi staccherò quando giungerò in corrispondenza del vallone che risale alla forcella Grande di Valbona, prima meta "selvaggia" della giornata.

Risalendo il ripido pendio verso la forcella Grande di Valbona

Panorama sul Larsec salendo alla forcella Grand di Valbona


Arrivato al punto in cui devo lasciare il sentiero, studio un po' il percorso che dovrò fare, intenzionato a seguire l'itinerario migliore, ovvero quello meno faticoso. Non è che ricordi molto delle tre volte che già ci sono stato, quindi dopo un po' di tergiversare, prendo di petto il ripido pendio di prati. Dopo qualche centinaio di metri mi accorgo di essere salito un po' troppo sulla destra, per cui scendo un pochetto, fino ad un punto in cui è possibile attraversare agevolmente un largo canalone detritico. Qui vedo anche degli ometti di sassi, cosa che mi convince di essere sulla strada giusta. Seguendo gli ometti quando ci sono, e un po' ad intuito, giungo al pendio finale, ripidissimo, che porta alla forcella. La raggiungo con qualche sollievo di gambe, cuore e polmoni.


La forcella Grande di Valbona
La forcella Grande di Valbona


Grande Valbona
Dalla forcella, vista sul vallone della Grande Valbona

Forcella Grande di Valbona
Forcella Grande di Valbona

Dopo aver un po' rifiatato, riprendo il cammino, alla mia sinistra, seguendo delle tracce di sentiero che risalgono prima una crestina rocciosa, poi rimangono un po' più basse del filo, per condurre in una decina di minuti agli ampi e panoramici prati del Purgametschjoch / Giogo di Pra' Caminaccio (2631 m).

Il Catinaccio Centrale dal Giogo di Pra' Caminaccio

Vista su Bolzano

Purgametschjoch / Giogo di Pra' Caminaccio
Purgametschjoch / Giogo di Pra' Caminaccio

L'ambiente è bellissimo e ovviamente non c'è nessuno. Mi fermo un po' prima di proseguire per la vetta della Erste Lämmerkopf / Prima Testa d'Agnello (2678 m), modesta elevazione dall'onomastica pastorale, che si eleva poche decine di metri sopra il Purgametshjoch. Procedo quindi risalendo il pendio che in breve diventa una crestina, per condurre poi ad una piccola fascia di rocce che supero con un paio di banali passaggi di arrampicata sul I grado. Al termine di questi sbuco a pochi metri dalla panoramica vetta, segnata da un ometto di sassi.

Erste Lämmerkopf /Prima Testa d'Agnello

Dalla vetta, vista sul Purgametschjoch, Torri del Vajolet, cima Catinaccio, Croda di Re Laurin

Faccio una breve sosta e riscendo per la via di salita. In poche decine di minuti sono di nuovo sul sentiero che dal rifugio Vajolet porta al passo Principe, ora molto più trafficato di quando l'ho lasciato. Lo scendo a passo svelto fino ad arrivare alla gran confusione dei rifugi.
Da qui potrei tornare verso Ciampedie per gli stessi sentieri fatti questa mattina, ma un po' perché mi va di variare l'itinerario, un po' perché la carrareccia affollata di turisti che salgono mi attira veramente poco, scelgo un sentiero più faticoso e lungo, ma sicuramente meno frequentato e più panoramico: quello che passa per il Col de Barbolada.

Il verde Col de Barbolada

Vista su Antermoja e Scalieret

Panorama sul Larsec


Questo bellissimo sentiero è percorso da numerosi escursionisti, ma escursionisti veri, non turisti della domenica, e sicuramente non raggiunge mai livelli di affollamento eccessivo. Inoltre è assai piacevole perché attraversa un bell'ambiente naturale e permette viste spettacolari sulla valle del Vajolet e la parete est della cima Catinaccio, che incombe proprio sopra di esso. Dopo meno di un'ora di cammino arrivo al bivio con il sentiero che porta a Gardeccia: lo imbocco e comincio a scendere di buon passo, tra massi e pini mughi, verso la conca.

Arrivato a Gardeccia, un incontro a sorpresa: l'amico Francesco con la famiglia!

A Gardeccia con Francesco



Vista sul Gruppo Sella-Pordoi

Dopo una bella chiacchierata, riprendo l'escursione.

Da Gardeccia ripercorro il trafficatissimo sentiero che mi riporta a Ciampedie. La fatica della giornata fra i monti inizia a farsi sentire, ma mi manca solo l'ultimo sforzo: il sentiero nel bosco che porta a Pozza, dove arrivo stanco ma felice della bella escursione.



 Commento finale

Escursione panoramica che attraversa alcuni dei luoghi meno frequentati del Catinaccio, per raggiungere una cima modesta ma solitaria, silenziosa e quasi incontaminata. Gli scorci che si godono dal Purgametschjoch / Giogo di Pra' Caminaccio sui versanti nord delle Torri del Vajolet, di cima Catinaccio e della Croda di Re Laurino sono splendidi ed insoliti. Molto piacevole, anche se assai noto agli escursionisti, il sentiero dal rifugio Vajolet fino a Gardeccia che ho percorso al ritorno: panorami spettacolari, ambiente molto naturale, frequentato sì, ma non eccessivamente. Particolarmente suggestiva la vista sull'incombente parete est del Catinaccio, cui si passa veramente vicino.








Dati dell'Escursione




Data: 19 agosto 2026
Partenza: Ciampedie, 2000 m
Arrivo:  Pozza di Fassa, 1320 m
Punto più alto: cima della Prima Testa d'Agnello / Erste Lämmerkopf 2678 m
Dislivello totale:  1160 metri circa in salita e 1830 metri in discesa
Sviluppo del percorso: circa 21 Km
Tempo impiegato: 7 h 10 min circa (incluse soste) - dal Ciampedie (2000 m) al rif. Vajolet (2243 m): 1 ora 5 min; dal rif. Vajolet  alla cima della Prima Testa d'Agnello (2678 m): 1 ore 45 min; dalla cima al rif. Vajolet: 1 ora; dal rif. Vajolet a Ciampedie passando per il Col de Barbolada: 2 h; da Ciampedie a Pozza: 50 min.
Difficoltà: EE - l'impegno dell'escursione è concentrato nella parte di percorso che sale prima alla Forcella della Grande Valbona, poi al Purgametschjoch e infine alla vetta della Prima Testa d'Agnello: non ci sono grandi difficoltà, ma bisogna camminare senza traccia di sentiero, con rari ometti che indicano la via; nell'ultimo tratto prima della cima si deve superare un brevissimo passo di I grado, non particolarmente esposto. È richiesta comunque un po' di esperienza, abitudine a muoversi su terreno accidentato e un po' di senso dell'orientamento, sebbene rintracciare il percorso sia relativamente semplice.
Attrezzatura: Scarpe da montagna



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