lunedì 24 agosto 2026

Il Col Ombert e le sue valli

 


Salita al Col Ombert con un lungo giro tra val Contrin e val San Nicolò.


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(Alba di Canazei, 24 agosto 2026) - Parto da Alba poco prima delle 8, con un bel freschetto che invoglia a camminare. Risalgo il bosco fino alla baita Locia da Contrin, per un sentiero bello ripido, che poi spiana non appena si entra nella val Contrin. La valle a quest'ora è ancora quasi deserta, incrocio solo pochi escursionisti che scendono dopo aver pernottato al rifugio.


Il gruppo del Sassolungo fa capolino tra le nuvole

Il Collac dalla val Contrin

Val Contrin

I primi raggi di sole iniziano a penetrare nella valle, illuminando boschi e prati, mentre le cime rocciose del gruppo della Marmolada svettano maestose intorno. Arrivo al rifugio Contrin (2016 m) che si sta preparando all'arrivo degli escursionisti: tutto è ancora tranquillo e silenzioso.


Rifugio Contrin

Col Ombert

Punta Penia

Appare la cima che salirò oggi, il Col Ombert: da qui ha un bell'aspetto, si mostra come una piramide di roccia molto regolare, una specie di piccolissimo Cervino. In realtà il suo fianco est, da cui salirò, è abbastanza accessibile, seppur ripido e un po' impervio. Riprendo il cammino per il sentiero che passa accanto alla malga e poi continua per i pascoli dei Lasté de Contrin, un luogo idilliaco ancora più bello nella luce del mattino.

La malga Contrin

Vista verso i Vernel e la forcella Marmolada

Grande e Piccolo Vernel

Cavalli al pascolo

La salita prosegue costante, ma mai troppo ripida. Attraverso un ruscello e continuo a salire, tra radi larici, cembri e grossi massi. Di quando in quando qualche marmotta fa capolino e osserva curiosa: una, meno timida delle altre, si lascia fare qualche fotografia.


Panorama sulla Marmolada

Marmotta

Marmotta

Io e il Col Ombert

Ancora un po' di salita ed arrivo nei pressi di un grande ghiaione, tra enormi massi, dove si stacca il sentierino che conduce in vetta al Col Ombert: faccio una pausa per bere e stringere bene i lacci delle scarpe ed inizio la salita. Il sentiero è piuttosto impervio, ma mai difficile. Mano a mano che si sale, il percorso in qualche punto diviene un po' più aereo, ma mai veramente esposto. Le ultime rampe sono veramente faticose, ma lo sforzo viene ripagato da un panorama straordinario a trecentosessanta gradi. La cima del Col Ombert (2670 m) è un osservatorio eccezionale!


Vista salendo al Col Ombert

Il Col Ombert

Salendo al Col Ombert, vista su Punta Penia, cime di Ombretta, Sasso Vernale 

Col Ombert 2670 m

Salendo l'ultimo tratto ho incontrato quattro escursionisti che scendevano, poi più nessuno. Sulla vetta sono solo e mi godo quest'atmosfera straordinaria, ancora più bella per via delle ottime condizioni meteo. Lo sguardo si posa su centinaia di vette montuose, ampie valli verdi, boschi scuri e fitti. Bellissimo!


Val San Nicolò

I pascoli dei Pre da Contrin e la val Contrin

Vetta Col Ombert
Vetta Col Ombert

Giunge comunque l'ora di riscendere. Mi incammino con prudenza per il ripido sentierino percorso in salita, stando attento a non scivolare sul ghiaino. Passo dopo passo riguadagno la base della montagna. Distratto da tante bellezze naturali, percorro qualche centinaio di metri di troppo in discesa: pazienza, vorrà dire che la gita durerà 15 minuti in più! Torno sui miei passi e proseguo verso il Pas Pasché (2494 m) che raggiungo senza eccessiva fatica e dove sosto per un breve spuntino.


In discesa dal Col Ombert



Spuntino al Pas Pasché

Anche questo è un luogo solitario e incontaminato. Anche qui sono solo e gli unici suoni che sento sono il soffiare del vento, i fischi delle marmotte e gli stridii dei gracchi alpini. 
Dopo essermi rifocillato, riprendo a scendere per il comodo sentierino tra i prati, che dopo poco diventa assai ripido, ma sempre ben tracciato con numerose svolte. Incrocio una comitiva di escursionisti di lingua tedesca e poi più nessuno. Mi godo la montagna solitaria.

Curiosi pinnacoli sulla cresta delle cime Caidne

I Maerins e il Catinaccio sullo sfondo

Rifugio Passo San Nicolò
Rifugio Passo San Nicolò

Edelweiss
Stella Alpina


Come altre volte, anni addietro che sono passato di qui, prendo senza volerlo una traccia forse vecchia e un po' in disuso, ma che porta in un luogo molto suggestivo: una specie di grotta sospesa su un dirupo, alla cui base crescono dei fiori molto alti di colore viola. Il problema è che, poche decine di metri dopo questa grotta, il sentiero pian-piano svanisce e mi ritrovo in un bosco senza alcuna traccia. Con l'aiuto della mappa che ho sul telefono e cercando sul terreno i passaggi più agevoli, riesco comunque a rimettermi su un sentiero ben marcato, che in poco tempo mi conduce nella splendida radura di Jonta (2055 m), dovre presso una baita chiusa stazionano due gruppetti di gitanti.

Vista sul passo San Nicolò, il monte Collac sullo sfondo

Ora sono sul fondo della val San Nicolò, c'è un bel via-vai di gente e mi tocca affrontare l'ultima salita della giornata, che mi porterà al passo San Nicolò e poi di nuovo giù per la val Contrin fino ad Alba.

Risalgo quindi il sentiero che porta al passo, in un bosco rado e abbastanza ripido. Incontro diverse persone che scendono, d'altronde è già pomeriggio. La salita, dopo il dislivello e i chilometri già percorsi, si fa un po' sentire, ma scorre veloce sotto i miei piedi. Poco prima di arrivare al passo la visuale si apre sui vasti prati della cresta sommitale. Arrivo al passo San Nicolò (2338 m) e il panorama si apre meraviglioso sulla Marmolada e i verdi pascoli che scendono verso Contrin.

Prima di riprendere il cammino vado al rifugio e mi bevo una bella Coca-Cola. Così reidratato e rifornito di zuccheri, riprendo il cammino per il sentiero che scende per i Pré de Contrin, più breve ma più ripido di quello che passa per Vernadais. Mi lascio andare giù per la discesa, a passo un po' allegrotto, riempiendo gli occhi e il cuore con la natura meravigliosa che mi circonda.

Davanti a me passano scenari fantastici, è la prima volta che percorro questo sentiero e devo dire che mi piace molto.


Scendendo in val Contrin: le cime più alte della Marmolada

Rifugio Passo San Nicolò e il Col Ombert

Scendendo per i Pré de Contrin



 Il sentiero mi porta in Val Contrin, più a valle del ponte. Da qui mi rimane solo da seguire la carrareccia che mi riporta ad Alba dove attenderò brevemente l'autobus per rientrare a Pozza.



 Commento finale

I luoghi attraversati durante questa escursione sono tra i miei preferiti: panorami ampi su montagne solenni, luoghi silenziosi, boschi, pascoli, praterie, ghiaioni, rocce, cime aeree: c'è tutto! Il giro così come l'ho percorso io (val Contrin, vetta Col Ombert, discesa in val San Nicolò, risalita al passo, discesa in val Contrin) è piuttosto lungo e faticoso, quindi consigliabile solo ad escursionisti allenati.




Dati dell'Escursione



Data: 24 agosto 2026
Partenza/Arrivo: Alba di Canazei, 1495 m
Punto più alto: Col Ombert 2670 m
Dislivello totale:  1740 metri circa
Sviluppo del percorso: circa 23 Km
Tempo impiegato: 8 h circa (incluse soste) - da Alba (1490 m) al rif. Contrin (2018 m): 1 ora 15 min; dal rif. Contrin  al Col Ombert (2670 m): 2 ore; dal Col Ombert al Pas Pasché (2498 m): 50 min; dal Pas Pasché a Jonta (2060 m): 1 ora; da Jonta a Passo San Nicolò (2340 m): 1 ora; da Passo San Nicolò ad Alba: 1 ora e 30 min.
Difficoltà: E+ - escursione senza particolari difficoltà, ma un po' aerea e su terreno friabile nella salita al Col Ombert; nella variante da me seguita nella discesa dal Pas Pasché in val San Nicolò c'è un tratto in cui il sentiero sparisce e bisogna muoversi nel bosco, fuori traccia, finché non si riprende il sentiero. Nel complesso non ci sono difficoltà particolari, ma è molto lunga e piuttosto faticosa.
Attrezzatura: Scarpe da montagna


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