giovedì 5 settembre 2013

Il Ponjin da Mazzin

Il Ponjin e la val di Dona

Il Ponjin è una montagna di roccia vulcanica, ricoperta da fitti boschi e rigogliosi pascoli fino alla sua cima.
Sin da piccolo ha sempre attirato la mia attenzione, soprattutto durante i temporali, quando la sua verde dorsale è martellata da fulmini e saette.

Inizio la salita da Mazzin, piccolo paese dell'Alta Val di Fassa, risalendo l'erta e stretta val Udai.

Vecchia casa a Mazzin. Sullo sfondo il Mantel
Una vecchia casa affrescata a Mazzin. Sullo sfondo il Mantel

La val Udai è una ripidissima valle laterale della val di Fassa che si incunea nel cuore del Catinaccio. Parte da Mazzin, costeggia il sottogruppo di Larséc e sbocca sui dolci pascoli del Camerloi, a monte dei verdi declivi dell'alpestre val di Dona.

Questa valle, relativamente poco frequentata, attraversa un ambiente suggestivo e pittoresco, a suo modo un po' aspro, percorso per lo più in discesa da chi traversa per il rifugio Antermoja.

Le cascate di Soscorza

Coi da Monzon, Torre Rizzi, Spiz delle Roe de Ciampiè, Crepe di Lausa
Da sinistra: Coi da Monzon, Torre Rizzi, Spiz delle Roe de Ciampiè, Crepe di Lausa

Cascate di Soscorza anche dette del Pis
Il bel salto della cascata di Soscorza
Mi incammino per la ripida strada forestale, tra abeti rossi e larici. Il bosco si risale molto piacevolmente, la mulattiera è ben tracciata. Giunto alla base delle cascate di Soscorza, anche dette onomatopeicamente del Pis, risalendo la parte alta della val Udai, gli alberi cominciano a diradare e si costeggia e traversa più volte il corso del ruscello.

Cascate di Soscorza anche dette del Pis
Arcobaleno alla base della cascata di Soscorza

Val Udai
Ormai fuori dal bosco, vista sull'alta val Udai

Val Udai
Lo spumeggiante rio Udai

Val Udai
Ancora una vista della parte alta della valle

La salita continua su ripidi pendii erbosi, immersi in una rigogliosa vegetazione erbacea, finché si sbuca, dalla stretta valletta, sugli ampi e verdissimi pascoli del Camerloi, nell'alta val di Dona.

Val di Dona e Sasso di Dona
I prati del Camerloi e il Sasso di Dona
La val di Dona è una valle ancora intatta: fino agli anni settanta vi veniva praticato il pascolo stagionale, come testimoniano ancora i tanti fienili; ora in estate è frequentata dagli escursionisti (non molti) che la percorrono per lo più in direzione del rifugio Antermoja.

La val di Dona e la lunga dorsale del Ponjin
Ora vedo anche la mia meta, il Ponjin, con la lunga cresta da percorrere: mi dirigo ad occhio a prendere un sentiero che attraversa i pascoli che scendono dalla sella La Bassa, da cui inizia la lunga cresta che mi porterà in cima.

Passo tra questi rigogliosi prati, tra marmotte ciccione che ogni tanto si affacciano dalle tane, e sbuco in poche manciate di minuti sulla panoramica sella.

Dalla sella La Bassa, vista verso il Sassopiatto e il gruppo del Sassolungo
Prendo quindi a salire verso destra (est) lungo la cresta erbosa, seguendo tracce di passaggio poco marcate, che a volte scompaiono per poi riapparire un po' più in là.

La cresta del Ponjin con la cima

Man mano che si sale, il panorama si fa sempre più ampio: un paesaggio verde e rilassante si concede ai miei occhi.

Panorama sulla val di Dona. Sullo sfondo il gruppo del Catinaccio, con al centro l'Antermoja. A sinistra la verde dorsale del Dociurìl

Dalla cresta del Ponjin, visione "aerea" sulla val Duron, con Sassopiatto e gruppo del Sassolungo che dominano il rifugio Micheluzzi

Il percorso non è mai troppo ripido e tantomeno difficile: solo qualche passaggio è un pochino esposto e richiede un po' di attenzione, ma la cima giunge in fretta.

Un passaggio aereo della cresta del Ponjin


Dalla cima del Ponjin, la vetta sud con la croce e, sullo sfondo. Mazzin, Pera, Pozza e Vigo di Fassa
La cima è molto panoramica e merita una sosta: purtroppo oggi la foschia limita di molto la visibilità, tanto che non vale neanche la pena fare foto ai monti più lontani.

Vista della val di Dona e del Catinaccio  dalla cima
Riscendo quindi per la cresta percorsa in salita, fino al fondo della val di Dona, tra numerose marmotte che mi osservano timide, ma incuriosite.

Ritorno per la cresta

Marmotta curiosa
Sosto brevemente al piccolo ma accogliente rifugio Dona e riscendo per la ripidissima mulattiera che riporta a Mazzin: un percorso nel bosco, veramente spaccagambe, tra i più ripidi mai visti (tratti al 70% di pendenza!)

Vecchio fienile in val di Dona

I pascoli della val di Dona

Un giglio selvatico


Alcune caratteristiche abitazioni ladine a Mazzin
Arrivo quindi a Mazzin, attraverso l'Avisio e, lungo il fiume, ritorno a piedi a Meida, sotto il caldo sole del pomeriggio.

Impressioni: una bella e facile gita, poco frequentata e panoramica, che attraversa ambienti molto vari e intatti. Da consigliare assolutamente!


Dati dell'Escursione


Data: 11 luglio 2013
Partenza: Mazzin (1369 metri)
ArrivoMeida - Pozza di Fassa (1310 metri)  
Punto più alto: Ponjin (2398 metri)
Rifugi: rif. Dona 
Dislivello totale in salita: 1100 metri circa
Dislivello totale in discesa: 1100 metri circa
Tempi impiegati (soste comprese)Mazzin (1369 m) - Vetta del Ponjin (2398 m): 2 h 15 min; Ponjin - Mazzin: 2 h; Mazzin - Meida: 40 min. Totale: 5 h.
Sviluppo del percorsocirca 17 Km (13 Km escludendo il tratto Mazzin - Meida)
Difficoltà: il percorso è classificabile E+, con qualche difficoltà concentrata nel tratto dalla val di Dona alla vetta del Ponjin e ritorno. L'impegno è dovuto unicamente alla mancanza di segnalazioni e a qualche passaggio di cresta un po' aereo cui prestare attenzione. A parte questo, non vi è alcun genere di difficoltà, ma non aspettatevi, nel tratto citato, la presenza di un vero e proprio sentiero, ma solo tracce più o meno marcate.
Attrezzatura: Scarpe da montagna.

Il percorso da seguire: non è segnato, ma l'orientamento è elementare e sono presenti tracce di passaggio più o meno marcate


4 commenti:

  1. che bei posti! davvero belle le foto!

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    1. Grazie, mi fa piacere che ti siano piaciute!

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  2. Grazie, Renato. Mi è piaciuto molto questo tuo itinerario e le tue belle foto. L'hai ben descritto e documentato. Sono finita sul tuo blog perchè cercavo in realtà di localizzare sulla cartina (di montagna) il monte Camerloi, di cui tu metti anche tanto di foto. Purtroppo non l'ho trovato :-( Comunque complimenti!

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    1. Grazie a te per la visita.

      In realtà il Camerloi non è un monte: è una distesa di pascoli che si trova alla testata della val di Dona, sotto l'omonimo passo.

      Un saluto

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